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Pezeshkian all'ONU: foto di vittime civili e accuse a USA e Israele

23 settembre 2026 alle ore 21:31
Riscritto da Daily4u
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Il 23 settembre 2026, il presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian, ha pronunciato un discorso di alto profilo all'81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, marcando un momento storico per le relazioni internazionali. Nel suo intervento, Pezeshkian ha mostrato immagini crude di bambini che, ha sostenuto, sono stati vittime di bombardamenti eseguiti con armi fornite o utilizzate da Stati Uniti e Israele. Questa mossa ha acceso lo scontro, portando la delegazione americana, e poi anche quella israeliana, a lasciare l'aula in segno di protesta.

Il discorso di Pezeshkian è stato una diretta risposta alle precedenti accuse del presidente statunitense Donald Trump, che aveva etichettato l'Iran come una nazione terrorista. «Noi siamo stati vittime del terrorismo», ha dichiarato Pezeshkian, sottolineando come il suo paese abbia subito attacchi, inclusi bombardamenti su scuole e obiettivi civili. L'arrivo di Pezeshkian a New York per l'Assemblea Generale è stato un evento senza precedenti, poiché è la prima volta che un capo di stato di un paese in conflitto diretto con gli Stati Uniti prende la parola in questo importante consesso globale. Il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele è in corso dal febbraio 2026 e ha visto diverse fasi di escalation e tentativi di mediazione, in particolare dal Qatar, per questioni come la navigazione nello Stretto di Hormuz. Mentre Trump aveva minacciato di «annichilire» l'Iran in assenza di un accordo, aveva anche lasciato aperta la porta al dialogo, confermando l'esistenza di colloqui tra le parti. Il presidente iraniano ha ribadito la volontà di dialogo di Teheran, ma solo a condizione che venga abbandonato il «linguaggio della forza». La situazione rimane tesa, con la diplomazia che continua a lavorare sotto la costante minaccia di una nuova escalation militare.

Fonti: Facebook · Il Fatto Quotidiano · YouTube · Sky TG24 · Mediaite · Notizie Geopolitiche · Demócrata · Città Nuova · ANSA · Corriere della Sera · la Repubblica · Il Messaggero · ansa.it · Tgcom24 · AGI
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