Un'alluvione lampo e imponenti frane hanno travolto il Nepal settentrionale e le regioni limitrofe del Tibet tra mercoledì 26 e giovedì 27 agosto 2026. L'evento, inizialmente scambiato per un terremoto, è stato causato dal collasso di un enorme blocco di ghiaccio e roccia da un ghiacciaio. Questa massa ha creato una diga naturale sul fiume Lhende Khola, il cui cedimento ha liberato un'onda di acqua e fango che ha colpito le valli sottostanti. L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha spiegato che il segnale sismico registrato era la conseguenza dell'energia della frana, paragonabile a un terremoto di magnitudo 5.2. Le zone più colpite includono il distretto di Rasuwa e le valli dei fiumi Trishuli e Bhote Koshi, al confine tra Nepal e Cina. Interi villaggi sono stati distrutti e le infrastrutture, incluse dighe idroelettriche e ponti, hanno subito gravi danni, causando interruzioni di corrente.
Il numero delle vittime è provvisorio: si contano centinaia di morti, con stime che superano i 350, e oltre un migliaio di dispersi, molti dei quali turisti. Il Ministero degli Esteri italiano ha confermato la scomparsa di tre cittadini: Marco Ratto, orefice di Rapallo in trekking solitario, e una coppia italo-svizzera che viaggiava dal Tibet verso il Nepal. Altri due connazionali, Valentina Piccinini e Stefano Lotumolo, sono stati salvati e stanno bene. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha disposto l'invio di personale dell'Ambasciata italiana a New Delhi per creare un punto di assistenza a Kathmandu, a supporto delle operazioni di ricerca. Circa 130 italiani presenti nell'area prima del disastro sono stati contattati.
Le autorità locali e internazionali proseguono le ricerche con l'impiego di esercito, polizia, forze speciali e droni. La presenza di un accumulo di materiale che ostruisce ancora il corso di un fiume a monte, creando un nuovo lago di sbarramento, desta preoccupazione per il rischio di ulteriori piene. La situazione rimane critica per migliaia di famiglie che necessitano di aiuti essenziali.