Immagine generata con AIA seguito della stima preliminare dell'ISTAT che ha fissato l'inflazione italiana di settembre 2026 al 4,2%, il governo sta definendo i dettagli della prossima Legge di Bilancio 2027. Si attende che il Consiglio dei Ministri approvi i primi punti fermi della manovra entro venerdì 2 ottobre 2026, con la presentazione del Documento Programmatico di Bilancio a Bruxelles prevista entro il 15 ottobre. Il disegno di legge completo dovrebbe arrivare alle Camere entro il 20 ottobre.
Una delle proposte chiave in discussione mira a intervenire sull'IRPEF, l'imposta sul reddito delle persone fisiche. L'idea è di ampliare lo scaglione di reddito soggetto all'aliquota del 33%, estendendola dai 50.000 euro attuali fino a 60.000 euro. Questa modifica riguarderebbe in particolare i redditi medio-alti e, per chi rientra in questa fascia, potrebbe tradursi in un risparmio fiscale annuale stimato intorno ai mille euro. Il governo prevede di finanziare parzialmente questi interventi anche attraverso il "drenaggio fiscale", ovvero l'aumento delle entrate dovute al fatto che l'inflazione spinge i contribuenti verso scaglioni di reddito più elevati.
Sul fronte delle reazioni, Federcontribuenti, un'associazione a tutela dei consumatori, ha espresso preoccupazione per l'andamento dell'inflazione, sottolineando che l'inflazione acquisita del 3,1% per il 2026 indica che l'emergenza non è affatto rientrata. L'associazione ha lanciato l'allarme su una potenziale "seconda ondata di rincari" che potrebbe colpire vari settori, dai trasporti alla produzione e ai beni di consumo, a causa dell'incremento dei costi energetici. Ha quindi sollecitato l'esecutivo a concentrare gli sforzi sul sostegno al potere d'acquisto delle famiglie, in particolare quelle a basso reddito, per mitigare l'impatto del "carovita". Il prossimo Ecofin, il 9 ottobre, affronterà i temi di stabilità e crescita, dove l'Italia porterà avanti la richiesta di flessibilità sulle regole di bilancio europee per gestire l'impatto dell'inflazione.
L'inflazione di settembre 2026 si attesta al 4,2% su base annua, come confermato dalla stima preliminare dell'ISTAT. A poche ore dalla diffusione del dato, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito la necessità di un'azione coordinata a livello europeo. Meloni ha scritto alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per sollecitare una discussione sulla flessibilità delle regole di bilancio, chiedendo che il peso dell'inflazione e del caro energia sia considerato nei parametri di deficit. L'obiettivo è consentire agli Stati membri maggiori margini per sostenere il potere d'acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese.
La questione, che vede l'Italia affiancata da altri Paesi dell'Unione Europea che registrano analoghe pressioni inflazionistiche (Spagna al 4,9%, Francia al 3% e Germania al 3,3% a settembre), sarà centrale all'Ecofin, il consiglio dei ministri dell'Economia dell'Unione Europea, in programma il 9 ottobre, e successivamente al Consiglio europeo. Parallelamente, Meloni ha delineato le priorità per la prossima Legge di Bilancio: il governo vuole incrementare stipendi e potere d'acquisto dei cittadini. È inoltre prevista l'estensione a tutto il territorio nazionale di alcune semplificazioni burocratiche e fiscali oggi in vigore solo nelle Zone Economiche Speciali (ZES unica), aree designate per incentivare gli investimenti. La decisione mira a rendere l'intero Paese più attrattivo per le imprese.
Sul fronte interno, il Partito Democratico (Pd), tramite il responsabile Economia Antonio Misiani, ha criticato l'approccio del governo, giudicando le misure finora adottate insufficienti e temporanee. Misiani ha citato la recente decisione di Eni, il gruppo energetico, di ridurre i prezzi di benzina e bollette, definendola una notizia positiva ma aggiungendo che tali iniziative volontarie non sostituiscono una politica energetica strutturale. Infine, il balzo dell'inflazione a settembre, che porta l'inflazione acquisita per il 2026 al 3,1%, inciderà sulla rivalutazione delle pensioni da gennaio 2027. La percentuale di adeguamento sarà definita tramite un decreto del Ministero dell'Economia, in base all'andamento dei prezzi nell'ultimo trimestre.
L'inflazione in Italia è salita al 4,2% a settembre 2026, il valore più alto degli ultimi tre anni e superiore al 3,3% di agosto. I dati sono dell'ISTAT, l'ente che diffonde le statistiche ufficiali del Paese. L'accelerazione è stata superiore alle attese, che prevedevano un 3,8%.
Il fattore trainante è il caro energia: i prezzi degli energetici regolamentati, come le tariffe del gas nel mercato tutelato, sono aumentati del 25,9% su base annua, mentre quelli non regolamentati, come i carburanti, sono saliti del 22,2%. I prezzi del gas nel mercato tutelato sono balzati del 47,2% in un anno e il diesel del 34,9%. Aumenti si registrano anche per i beni alimentari non lavorati (+5,5%) e per il cosiddetto 'carrello della spesa', che include prodotti alimentari, per la cura della casa e della persona, con un rialzo dell'1,7%. Il costo dei beni in generale è cresciuto del 5,4%, mentre quello dei servizi del 2,6%.
La situazione economica ha inciso sul morale: la fiducia dei consumatori è scesa da 94,5 a 91,2 punti e quella delle imprese da 97,0 a 95,9 punti. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto a Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, per sollecitare maggiore flessibilità sulle regole di bilancio dell'Unione Europea. L'obiettivo è che l'impatto dell'inflazione sia considerato nel calcolo dei parametri di deficit, per permettere interventi a sostegno del potere d'acquisto delle famiglie e della competitività delle imprese. Il tema sarà discusso al prossimo Ecofin, il Consiglio dei ministri dell'Economia dell'Unione Europea, e al Consiglio Europeo.