Immagine generata con AIEnrico Forti, conosciuto come Chico, ex imprenditore e produttore televisivo di Trento, è stato per anni al centro di una lunga vicenda giudiziaria internazionale. Condannato all'ergastolo nel 2000 in Florida per l'omicidio di Dale Pike, avvenuto a Miami nel 1998, Forti ha sempre proclamato la propria innocenza. Dopo 24 anni trascorsi nelle prigioni statunitensi, è rientrato in Italia nel maggio 2024, in seguito a un accordo negoziato dal governo italiano. Al suo arrivo in Italia, ad accoglierlo c'era la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il Tribunale di Sorveglianza di Verona ha concesso a Forti, oggi 67enne, il regime di semilibertà. Questo provvedimento gli consente di lasciare il carcere di Montorio durante il giorno per attività lavorative, formative o di reinserimento sociale, con l'obbligo di fare rientro in istituto la sera. Questa condizione era in parte già operativa: dal dicembre 2025 Forti svolgeva quaranta ore settimanali di volontariato presso un'azienda agricola veronese, uscendo al mattino e rientrando la sera. La semilibertà formalizza e amplia queste possibilità. In precedenza, richieste di libertà condizionale erano state respinte, anche dalla Cassazione nel marzo di quest'anno, per mancato ravvedimento e risarcimento.
Con questa nuova misura, si apre la strada alla possibilità di richiedere la liberazione condizionale, un passo ulteriore verso la piena libertà, seppur vigilata. L'udienza per valutare questa richiesta è fissata per il 24 febbraio 2027. Gli avvocati di Forti sperano che possa trascorrere più tempo con la madre anziana, che vive a Trento. Il caso di Chico Forti, per le questioni legate ai suoi diritti durante il processo negli Stati Uniti e al lungo periodo di trasferimento in Italia, continua a generare dibattito.