
In questo inizio di agosto 2026, i mercati finanziari hanno evidenziato un'inversione nella percezione del rischio sovrano nell'Eurozona. Per la prima volta nella storia recente, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani a dieci anni (BTP) e i Bund tedeschi (titoli considerati i più sicuri) è inferiore a quello dei titoli di Stato francesi a dieci anni (OAT). I dati mostrano lo spread BTP-Bund tra i 77 e i 78 punti base, mentre quello OAT-Bund oscilla tra i 79 e gli 80. Questo sorpasso dell'Italia sulla Francia suggerisce che gli investitori internazionali attribuiscono ora al debito italiano un rischio leggermente inferiore rispetto a quello francese, un cambiamento notevole rispetto alla tradizionale gerarchia europea.
Lo spread è la differenza di rendimento richiesta dagli investitori per acquistare i titoli di debito di due paesi diversi, misurata in punti base. Più alto è lo spread, maggiore è il rischio percepito. Storicamente, la Germania ha rappresentato il paese più solido dell'Eurozona, seguita dalla Francia e dall'Italia, spesso collocata nella fascia dei paesi con un differenziale più elevato. Tuttavia, già verso la fine del 2025, diverse analisi indicavano come la Francia potesse diventare un punto debole dell'area euro, a causa di preoccupazioni sulla sostenibilità dei suoi conti pubblici e dell'instabilità politica interna. Previsioni di inizio 2026 avevano anche mostrato il rapporto debito/PIL della Francia in aumento.
Questo scenario conferma tali previsioni, con la percezione del rischio francese che è aumentata. Sebbene l'Italia abbia annunciato uno scostamento di bilancio che aumenterà il debito, i mercati non l'hanno penalizzata, forse perché anche altri paesi europei hanno seguito traiettorie simili. Resta da vedere se questa nuova gerarchia di rischio si consoliderà o se è una fase transitoria legata a tensioni geopolitiche e all'incertezza sui tassi di interesse. Le prossime aste di titoli di Stato in agosto saranno un banco di prova per l'Italia e l'intera Eurozona.