
La condanna del comportamento dei coloni israeliani in Cisgiordania come terrorismo da parte dell'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, rappresenta una presa di posizione significativa, dato il suo passato di sostenitore degli insediamenti ebraici e la sua opposizione alla creazione di uno Stato palestinese. L'incidente ha riguardato l'assedio di diverse famiglie palestinesi, inclusa una con un cittadino americano, nel villaggio di Qusra, vicino a Nablus. Per giorni, i coloni hanno bloccato l'accesso alle case, impedendo ai residenti di ricevere cibo e acqua. Huckabee, su X, ha definito le azioni dei coloni ripugnanti e criminali.
L'intervento dell'ambasciatore ha portato a una reazione delle autorità israeliane. Su richiesta degli Stati Uniti, l'esercito israeliano ha inviato unità sul posto, smantellando due avamposti illegali nella periferia di Qusra e in un villaggio vicino, e ha arrestato un cittadino israeliano. Altri reparti sono stati inviati per ristabilire l'ordine. Questo episodio evidenzia la violenza dei coloni contro i palestinesi in Cisgiordania, aumentata dopo l'attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023. La Cisgiordania, occupata da Israele dal 1967, ospita oltre 500.000 israeliani negli insediamenti, considerati illegali dal diritto internazionale, e circa tre milioni di palestinesi.
È plausibile che la presa di posizione dell'ambasciatore rifletta la pressione dell'amministrazione americana per contenere le violenze e tutelare i propri cittadini. Resta da vedere come questa condanna influenzerà le politiche del governo israeliano e se porterà a un'azione più decisa contro i coloni. L'esercito israeliano ha annunciato un'indagine su eventuali soldati che avessero aiutato i coloni. La situazione rimane incerta, con famiglie ancora timorose di rientrare nelle proprie abitazioni e di accedere ai beni di prima necessità.