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Strasburgo chiude il caso Berlusconi: processo equo sulla frode fiscale

22 ottobre 2026 alle ore 09:22
Riscritto da Daily4u
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La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (Cedu), l'organo giurisdizionale internazionale che assicura il rispetto della Convenzione europea dei diritti dell'uomo da parte degli Stati firmatari, ha respinto oggi, giovedì 22 ottobre 2026, all'unanimità il ricorso presentato da Silvio Berlusconi contro l'Italia. La sentenza chiude una vicenda legale lunga oltre un decennio, stabilendo che il processo per frode fiscale che portò alla condanna di Berlusconi nel 2013 fu equo e non presentò violazioni del suo diritto a un giusto processo, tutelato dall'articolo 6 della Convenzione. Il cuore del ricorso riguardava la presunta mancanza di imparzialità dei giudici della Corte di Cassazione che avevano ratificato la condanna. In particolare, la difesa di Berlusconi aveva sollevato dubbi su un'intervista rilasciata dal giudice Antonio Esposito, che presiedeva il collegio della Cassazione, al quotidiano Il Mattino nell'agosto 2013, dopo la lettura del dispositivo ma prima del deposito delle motivazioni. La Cedu ha riconosciuto che tale intervista poteva sollevare interrogativi riguardo il dovere di riservatezza dei magistrati, ma ha concluso che non dimostrava un pregiudizio oggettivo o una mancanza di imparzialità del collegio, dato che la decisione era già stata presa.

Silvio Berlusconi, imprenditore e politico che ha dominato la scena italiana per decenni, ricoprendo la carica di Presidente del Consiglio per quattro mandati e fondando il partito Forza Italia, era stato condannato in via definitiva il 1° agosto 2013 nell'ambito del cosiddetto 'processo Mediaset'. La condanna, a quattro anni di reclusione (ridotti a uno per effetto dell'indulto) e all'interdizione dai pubblici uffici, riguardava un sistema di frode fiscale attuato tra il 2002 e il 2003 attraverso la compravendita di diritti televisivi e cinematografici da parte del suo gruppo Mediaset. L'accusa era di aver acquistato i diritti attraverso società estere controllate da Berlusconi stesso a prezzi gonfiati, per poi rivenderli a Mediaset, creando fondi neri all'estero e evadendo il fisco italiano. Il ricorso alla Corte di Strasburgo era stato depositato da Berlusconi il 28 dicembre 2013. Dopo la sua morte, avvenuta nel giugno 2023, la causa è stata proseguita dai suoi familiari, inclusi i figli Marina e Pier Silvio, che hanno mantenuto l'intento di ottenere una riabilitazione postuma. La sentenza odierna, tuttavia, chiude definitivamente ogni spiraglio di revisione giudiziaria internazionale per questa specifica vicenda.

Questa decisione rappresenta un punto finale in una delle più lunghe e complesse battaglie legali che hanno coinvolto l'ex leader politico. Essendo la Cedu l'ultima istanza giudiziaria a livello internazionale per la protezione dei diritti umani in Europa, la sua pronuncia è definitiva e non sono previsti ulteriori gradi di giudizio su questa materia. Non essendoci quindi ulteriori sviluppi giudiziari attesi per questo specifico caso, la sentenza odierna segna la conclusione di un'importante pagina nella storia giudiziaria italiana e nella vicenda personale e politica di Silvio Berlusconi.

Fonti: ANSA · MilanoFinanza News · Il Post · il Giornale · Fanpage · Unione Sarda · Libero Quotidiano.it · Il Dubbio · Corriere Milano · Il Giorno · Il Fatto Quotidiano
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