Immagine generata con AIIl 18 settembre 2026 le Borse europee hanno chiuso con perdite significative, evidenziando una crescente preoccupazione degli investitori. Piazza Affari ha registrato una flessione del FTSE MIB, l'indice che raggruppa le maggiori società italiane per capitalizzazione, dell'1,60%. Cali superiori all'1% si sono osservati anche a Francoforte, Londra e Parigi.
Diversi elementi hanno contribuito a questo risultato. Anzitutto, la situazione in Medio Oriente desta allarme per le forniture di energia. La comunicazione di Saudi Aramco ad alcuni raffinatori europei su una riduzione delle forniture di greggio, a seguito di un attacco a un oleodotto, ha alimentato l'incertezza sul mercato petrolifero. Le banche centrali hanno inviato segnali che indicano il mantenimento di una politica monetaria restrittiva, preoccupate che il rincaro energetico possa spingere al rialzo l'inflazione. In Eurozona, le aspettative di inflazione delle famiglie per agosto sono aumentate, con quelle a un anno salite al 3% e quelle a tre anni al 2,9%. Anche i dati dagli Stati Uniti hanno influito, con una produzione manifatturiera in calo ad agosto.
Questi fattori hanno spinto al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato, aumentando i costi di finanziamento per i paesi. Il BTP decennale italiano ha visto il rendimento salire al 4,44%, con lo spread rispetto al Bund tedesco (il titolo di Stato tedesco considerato di riferimento) che ha raggiunto i 91 punti base. Anche la Francia ha mostrato fragilità, con lo spread tra i suoi titoli di Stato (OAT) e i Bund tedeschi salito vicino ai 100 punti base, a causa di preoccupazioni sui conti pubblici francesi e in vista delle prossime elezioni presidenziali. Valdis Dombrovskis, il commissario europeo all'Economia, ha esortato gli Stati membri a mantenere politiche di bilancio prudenti, sottolineando che l'andamento dei prezzi dei bond sovrani richiede attenzione.