Immagine generata con AIDopo l'annuncio delle elezioni anticipate per il 29 novembre 2026, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha formalizzato le sue dimissioni il 5 ottobre, durante un Consiglio dei Ministri straordinario. La decisione arriva dopo un fine settimana di consultazioni, scaturite dalla sconfitta subita in Parlamento sui decreti per l'emergenza abitativa.
Sanchez ha dichiarato di voler dare agli spagnoli la possibilità di scegliere un nuovo corso, cercando una maggioranza progressista in grado di superare l'attuale instabilità. L'obiettivo è arginare l'ascesa del Partito Popolare (PP) e di Vox, partiti di centrodestra ed estrema destra, che insieme ai separatisti catalani di Junts hanno affossato i decreti sulla casa. La campagna elettorale si preannuncia tesa, con i sondaggi che indicano una possibile maggioranza per PP e Vox. La scelta di Sanchez è stata influenzata anche dalle proteste contro l'aumento degli affitti e gli sfratti, che hanno coinvolto migliaia di persone in tutto il Paese.
La Spagna andrà a elezioni generali il 29 novembre 2026, come annunciato oggi, 5 ottobre, dal presidente del governo Pedro Sanchez. La legislatura sarebbe scaduta naturalmente nell'estate del 2027, ma il leader socialista ha sciolto le Cortes, il parlamento spagnolo, per l'instabilità politica e le difficoltà nel governare con una maggioranza fragile.
Il fattore scatenante è stata la bocciatura, avvenuta venerdì scorso, di due decreti sulla crisi abitativa. Questi provvedimenti, che proponevano misure come la sospensione degli sfratti per le persone vulnerabili e limiti agli aumenti degli affitti, miravano a rispondere a un'ondata di proteste. Le manifestazioni, a cui hanno partecipato decine di migliaia di cittadini in oltre 50 città, sono esplose dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, un'anziana donna di Madrid, e hanno evidenziato l'emergenza di un Paese dove i prezzi delle case e degli affitti crescono più rapidamente dei redditi. I decreti sono stati bocciati dal voto congiunto del Partito Popolare, di Vox - partiti di opposizione di centrodestra ed estrema destra - e di Junts, partito indipendentista catalano. Quest'ultimo, sebbene cruciale per la maggioranza di Sanchez, ha posizioni divergenti su molti temi e ha reso altalenanti i rapporti con il governo.
Sanchez ha dichiarato di voler offrire agli spagnoli la possibilità di scegliere tra tornare indietro con l'ultradestra o avanzare con una maggioranza progressista più solida, capace di difendere la giustizia sociale. Le prossime settimane saranno caratterizzate da un'intensa campagna elettorale. I sondaggi attuali suggeriscono che la somma dei voti per il Partito Popolare e Vox potrebbe raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi, rendendo incerto l'esito per il Partito Socialista e i suoi alleati di Sumar. La costituzione delle nuove Camere dovrà avvenire entro 25 giorni dalle elezioni, portando al giuramento del nuovo parlamento prima di Natale.