Immagine generata con AIDopo l'allarme diffuso inizialmente dalla CIA e ripreso dal quotidiano spagnolo El Mundo, che ipotizzava attacchi con droni russi Gerbera dal Mediterraneo contro Italia, Francia e Spagna, è arrivata la smentita ufficiale da parte di Roma. Il Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha dichiarato pubblicamente che l'allerta non trova alcuna conferma e che non esiste evidenza di un piano operativo concreto o dell'imminenza di tali attacchi. Crosetto ha inoltre evidenziato che non è giunto alcun avviso in tal senso agli apparati di sicurezza e di intelligence italiani, invitando a non gettare ulteriore benzina sul fuoco in un momento già difficile e nervoso.
A tali rassicurazioni si è aggiunto il commento del Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha criticato coloro che rilanciano notizie prive di qualsiasi fondamento su allarmi militari o possibili attacchi, esortando a mantenere calma, sangue freddo e parole di pace.
Anche se la Commissione Europea ha riconosciuto che la possibilità di attacchi russi non è una sorpresa e che lo spazio aereo europeo è stato violato più volte, un portavoce ha specificato che Bruxelles non è a conoscenza di un allarme specifico riguardante operazioni contro Italia, Francia o Spagna. La Commissione ha ribadito che la difesa e la sicurezza sono prerogative degli Stati membri. Questi sviluppi smentiscono l'assenza di dichiarazioni ufficiali da parte dei governi coinvolti, presentando invece una chiara posizione di diniego da parte dell'Italia.
A distanza di tempo dall'allarme diffuso dalla CIA, e ripreso dai media, la situazione riguardante una potenziale minaccia di attacchi con droni russi nel Mediterraneo contro Italia, Francia e Spagna non ha subito cambiamenti. I governi di Italia, Francia e Spagna non hanno rilasciato dichiarazioni che confermino un piano operativo concreto da parte della Russia o l'imminenza di tali attacchi.
Le testate giornalistiche che hanno ripreso la notizia si basano sulle informazioni divulgate originariamente, concentrandosi sui dettagli dei droni Gerbera e sulla strategia di lancio da navi mercantili. Questi velivoli, capaci di operare a centinaia di chilometri dalla costa, sono considerati strumenti della guerra ibrida russa, mirata a creare incertezza. La recente ondata di articoli conferma un'attenzione continua sulla vicenda ma non aggiunge elementi fattuali nuovi che modifichino il quadro. Il contesto rimane quello di un'allerta condivisa tra intelligence e governi, senza conferme pubbliche o eventi sul campo.
La CIA ha avvertito i governi di Italia, Spagna e Francia di una potenziale minaccia di attacchi con droni russi provenienti dal Mediterraneo. L'allarme è stato riportato dal quotidiano spagnolo El Mundo, che ha dettagliato il piano del Cremlino. La Russia intenderebbe impiegare droni modello Gerbera – velivoli di circa due metri di lunghezza, con un'apertura alare di 2,5 metri e un'autonomia di circa 600 chilometri – lanciandoli da navi mercantili dove sarebbero nascosti in container. Questa metodologia permetterebbe di effettuare operazioni a 200-300 chilometri dalla costa, rendendo gli attacchi difficili da prevedere per i sistemi di sorveglianza. Il carico esplosivo di 4-5 chili, pur insufficiente a distruggere grandi edifici, potrebbe causare incendi o bloccare infrastrutture come porti e aeroporti. La Calabria, per esempio, rientrerebbe nel raggio d'azione di questi droni. L'allerta fa seguito alla visita del direttore della CIA, John Ratcliffe, a Mosca il 25 agosto, dove avrebbe avvertito la Russia contro provocazioni verso la NATO.
Questa minaccia rientra nella guerra ibrida russa, che usa tattiche come cyberattacchi, disinformazione e sabotaggi per esercitare pressione sui Paesi che sostengono l'Ucraina. Italia, Spagna e Francia sono stati individuati anche in relazione alle elezioni previste per il 2027. L'analista britannico Keir Giles ha sottolineato che la distanza geografica dalla Russia non offre più protezione, e che l'obiettivo sarà individuare il punto più debole dell'Europa. Incidenti passati, come lo sconfinamento di droni in Polonia o il ritrovamento di droni armati all'aeroporto di Lipsia, indicano un precedente di queste tattiche. Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano, ha commentato la situazione al Consiglio di sicurezza dell'ONU, parlando di minacce ibride ma ribadendo che l'Italia non è in guerra con la Russia.
Mentre l'allarme è stato condiviso con i governi interessati, non ci sono conferme ufficiali da parte di Roma, Madrid o Parigi sull'esistenza di un piano operativo concreto o di attacchi imminenti. L'obiettivo principale, secondo gli analisti, sarebbe quello di seminare paura, indebolire la fiducia nelle istituzioni e sfruttare le divisioni interne, piuttosto che causare distruzioni su vasta scala. Si tratta di una strategia volta a testare le reazioni dei Paesi occidentali, mantenendosi al di sotto della soglia di guerra per evitare una risposta coordinata della NATO.