
Valter Lavitola, imprenditore ed ex giornalista, è stato arrestato il 10 agosto 2026 con l'accusa di essere il mandante dell'attentato dinamitardo avvenuto il 16 ottobre 2025 contro l'auto del giornalista Sigfrido Ranucci. L'esplosione, che ha distrutto le vetture del conduttore di Report e della figlia a Pomezia, è stata inquadrata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo e dalla Procura di Roma, guidata dal procuratore Francesco Lo Voi, come un'azione con l'aggravante del metodo mafioso.
Secondo l'ordinanza del GIP, Lavitola avrebbe ideato il piano avvalendosi di Gomes Clesio Tavares, un cittadino camerunense che ha fatto da intermediario. Tavares, ricercato in Africa, avrebbe reclutato la banda di quattro persone che ha piazzato l'ordigno, già colpita da misure cautelari a giugno. Il movente sarebbe stato il piano di Lavitola per accrescere la popolarità di Ranucci e ottenere per sé un ruolo di rilievo in politica. Il GIP ha sottolineato che Ranucci, giornalista d'inchiesta che dal 2017 conduce Report su Rai 3, noto per le sue indagini su mafia, traffico illecito di rifiuti e violazione dei diritti umani, sarebbe stato inconsapevolmente vittima della manipolazione di Lavitola, a causa del legame che si era instaurato tra i due.
Valter Lavitola ha diversi precedenti giudiziari. Tra i casi più noti, una condanna nel 2013 per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi, a cui avrebbe chiesto cinque milioni di euro in cambio del silenzio su un'inchiesta. È stato anche coinvolto in indagini per tangenti a Panama e compravendita di senatori. La sua carriera lo ha visto come imprenditore, editore del quotidiano L'Avanti! e figura vicina a diversi esponenti politici. Attualmente, con l'arresto e le accuse, la vicenda si concentra sull'accertamento delle responsabilità e sulla cattura del latitante Tavares, mentre resta da capire come questa accusa di manipolazione influirà sulla percezione del giornalista.