Immagine generata con AIIntesa Sanpaolo ha intensificato la sua mossa per acquisire Monte dei Paschi di Siena (MPS), la più antica banca del mondo, con un rilancio della sua offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) e un ultimatum diretto ai soci. L'operazione, annunciata l'8 giugno 2026 con un valore di 30,6 miliardi di euro, è stata migliorata con un aumento della parte in contanti di 25 centesimi per azione. Il valore totale dell'operazione arriva così a 31,4 miliardi di euro in caso di adesione totale, di cui 27,6 miliardi in azioni Intesa Sanpaolo e 3,8 miliardi in contanti.
La novità è la condizione posta da Intesa agli azionisti di MPS. In vista dell'assemblea del 29 ottobre 2026, Intesa ha dichiarato che la sua offerta decadrà se saranno approvati i punti 3, 4 o 5 dell'ordine del giorno. Questi punti riguardano il piano alternativo dell'amministratore delegato di MPS, Luigi Lovaglio, che mira a difendere l'autonomia della banca tramite offerte di scambio su Banco BPM e Banca Generali e una riduzione del capitale sociale. Intesa ha criticato il progetto di Lovaglio, definendolo complesso e incerto, contrapponendolo alla propria offerta che, a suo dire, genererebbe valore immediato per gli azionisti.
L'assemblea di MPS diventa quindi un voto decisivo sul futuro della banca, costringendo gli azionisti a scegliere tra le due visioni. L'operazione di Intesa mirerebbe a creare uno dei maggiori gruppi bancari europei, puntando su una vasta base clienti. Intesa ha promesso iniziative a favore di Siena e della Toscana per rassicurare sul mantenimento della presenza della banca sul territorio. Il confronto è aperto, in attesa dei pareri dei proxy advisor, i consulenti che guidano il voto degli investitori istituzionali, rendendo l'esito del 29 ottobre ancora incerto.