Immagine generata con AIIl rinvio al 1° ottobre 2027 del blocco dei veicoli diesel Euro 5, deciso dal governo con un decreto-legge approvato il 24 settembre 2026, ha avuto un impatto immediato sulla Regione Lombardia. Mentre Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna avevano già previsto misure compensative o proroghe per gestire le limitazioni sulle emissioni, la Lombardia era l'unica regione pronta a far scattare il divieto dal 1° ottobre 2026, specialmente nei comuni con oltre 100.000 abitanti come Milano, Brescia, Bergamo e Monza.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il provvedimento su spinta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha motivato l'intervento come una necessità per tutelare i lavoratori, le famiglie e il sistema produttivo. Le forze di centrodestra in Regione Lombardia, in particolare la Lega, hanno espresso soddisfazione per la decisione che eviterà il blocco di circa 443.000 veicoli nella sola regione. L'assessore regionale all'Ambiente e Clima, Giorgio Maione, ha dichiarato che il rinvio è il risultato di un confronto tra la Regione e il governo.
Sebbene il decreto nazionale posticipi l'obbligo, la Regione Lombardia dovrà ora aggiornare la propria delibera (la DGR n. XII/4843 del 28 luglio 2025) per ufficializzare il nuovo calendario. Questo passaggio serve ad armonizzare la normativa regionale con quella statale e chiarire la situazione agli automobilisti. Il rinvio concede un anno di tempo per pianificare la transizione verso veicoli meno inquinanti o per attuare nuove misure, nel rispetto degli obiettivi di riduzione delle emissioni richiesti dall'Unione Europea.
Il governo ha approvato, il 24 settembre 2026, un decreto-legge che differisce l'entrata in vigore del blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5. Questa limitazione, originariamente prevista per il 1° ottobre 2026, è stata spostata al 1° ottobre 2027 e riguarda Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, regioni della Pianura Padana, una delle aree più inquinate d'Europa. La decisione è stata presa per evitare ripercussioni sulla quotidianità di milioni di cittadini e sulle attività economiche. Secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in Italia circolano circa 3,5 milioni di autoveicoli e 600mila veicoli commerciali diesel Euro 5, di cui oltre 1,2 milioni di auto e circa 200mila mezzi commerciali operano proprio nel Bacino Padano.
I veicoli diesel Euro 5 sono quelli immatricolati tra il 2011 e l'agosto 2015. Il blocco nasce dalle direttive europee per ridurre l'inquinamento, in particolare il particolato e gli ossidi di azoto, per i quali l'Italia ha ricevuto diverse procedure di infrazione. Mentre Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna avevano già adottato misure alternative (come l'uso di biocarburanti o la promozione della mobilità sostenibile) per compensare il mancato divieto, la Lombardia era l'unica regione ad avere un blocco in scadenza, che avrebbe colpito città come Milano, Brescia, Bergamo e Monza. Il decreto offre ora alla Lombardia la possibilità di aggiornare le proprie delibere regionali, sebbene il testo consenta alle regioni di introdurre anticipatamente le limitazioni.
Il rinvio al 2027 concede un anno in più per pianificare la transizione verso veicoli meno inquinanti o per implementare altre misure. Resta tuttavia la questione di come saranno raggiunti gli obiettivi di qualità dell'aria imposti dall'Europa senza gravare su chi non può permettersi un veicolo nuovo. Se le regioni non adotteranno misure compensative equivalenti, il tema si ripresenterà con urgenza alla nuova scadenza, rischiando ulteriori procedure di infrazione da parte dell'Unione Europea. Nei prossimi mesi sarà centrale il dibattito sulle politiche di incentivi per la sostituzione dei veicoli e sulle alternative al trasporto privato.