Immagine generata con AIL'Italia ha deciso di prorogare per altri quindici giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna, derogando temporaneamente agli accordi di libera circolazione dell'area Schengen. Il ministero dell'Interno ha motivato la scelta con rischi per la sicurezza interna e il possibile pericolo di infiltrazioni terroristiche, collegati alla crisi migratoria verificatasi a fine luglio a Ceuta, exclave spagnola in Marocco. Già dal 1° agosto l'Italia aveva reintrodotto i controlli per prevenire l'arrivo di migranti irregolari.
Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha criticato la decisione definendola "assurda, inutile e vergognosa" e sostenendo che "mina lo spirito di ciò che significa essere partner europei". Albares ha accusato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani di agire per "ragioni di politica interna". Ha inoltre affermato che l'Italia riceve il doppio degli ingressi irregolari rispetto alla Spagna, ricordando la solidarietà offerta durante la crisi migratoria di Lampedusa del 2023. Antonio Tajani ha replicato definendo la reazione spagnola "fuori luogo e inutilmente aggressiva", ribadendo che l'Italia agisce per difendere la propria sicurezza. La Spagna ha annunciato a sua volta una proroga dei controlli sui viaggiatori provenienti dall'Italia fino all'8 ottobre. La Commissione europea ha nel frattempo sollecitato gli Stati, inclusa l'Italia, a eliminare i controlli alle frontiere interne, spesso prorogati oltre i termini previsti dal Codice Schengen.