Nella notte tra venerdì 28 e sabato 29 agosto 2026, un attacco con droni russi ha colpito il villaggio di Myla, nel distretto di Bucha, alla periferia di Kiev. Il bersaglio era un deposito che, come confermato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, immagazzinava munizioni, droni ed esplosivi. L'impatto ha provocato un incendio e una serie di esplosioni che hanno causato 37 morti e 42 feriti. Tra le vittime c'è Taras Didych, capo della comunità di Dmytrivka, deceduto mentre prestava soccorso. Circa 50 case sono state danneggiate e più di 380 persone sono state evacuate.
Il presidente Zelensky ha definito inaccettabile la presenza di un deposito di munizioni vicino alle abitazioni, parlando di negligenza. Ha annunciato un'indagine della Polizia Nazionale e dei servizi di sicurezza ucraini per verificare le responsabilità. L'episodio richiama un attacco di luglio a Vyshneve, vicino a Kiev, dove un altro deposito vicino alle case era stato colpito. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha avvertito che la Russia si sta preparando a intensificare il conflitto e che i prossimi mesi saranno decisivi per la sicurezza dell'Ucraina, della Polonia e dell'intera regione.