Immagine generata con AIPoste Italiane, la società controllata dal Ministero dell'Economia che offre servizi postali e finanziari, ha raggiunto l'85,82% del capitale di Telecom Italia (TIM) al termine dell'offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) conclusa il 25 settembre. L'offerta prevedeva per gli azionisti di TIM un corrispettivo misto in denaro (1,97 euro per azione) e nuove azioni di Poste Italiane. Questo passaggio consolida il controllo di Poste Italiane su TIM, in cui era già diventata il principale azionista nel corso del 2025.
L'obiettivo dichiarato da Poste Italiane con questa OPAS, lanciata il 22 marzo 2026, era acquisire l'intero capitale di TIM e ritirare le azioni dalla Borsa. Il ritiro avrebbe permesso maggiore flessibilità nella gestione e sinergie stimate in 700 milioni di euro annui. Tuttavia, la quota dell'85,82% è rimasta sotto la soglia del 90%, necessaria per acquisire coattivamente le azioni residue dai piccoli azionisti.
Il ritiro delle azioni dalla Borsa rimane un obiettivo di Poste Italiane. Le strade ora percorribili includono l'acquisto delle azioni rimanenti sul mercato, oppure una fusione con una società non quotata del gruppo da approvare in assemblea straordinaria, dove Poste Italiane detiene una maggioranza schiacciante. L'operazione mira all'integrazione tra le due realtà per accelerare la trasformazione digitale del paese e valorizzare le reti commerciali. I risultati definitivi sono attesi entro il 1° ottobre, con il pagamento previsto per il 2 ottobre 2026.