
Il 12 agosto 2026 entra in piena applicazione il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, noto come PPWR. Questa normativa, approvata l'11 febbraio 2025, sostituisce la direttiva del 1994 con l'obiettivo di ridurre l'impatto ambientale, promuovere il riutilizzo e la riciclabilità degli imballaggi, e uniformare le regole tra gli Stati membri.
Le prime misure riguardano la protezione della salute. Vengono introdotti limiti rigorosi alla presenza di PFAS – le sostanze per- e polifluoroalchiliche, note come "inquinanti eterni" per la loro persistenza – negli imballaggi a contatto con gli alimenti. Queste sostanze, usate per le loro proprietà idro-oleorepellenti, non potranno superare specifiche soglie, e le aziende dovranno adeguarsi per non vendere prodotti non conformi. Altre novità immediate includono l'armonizzazione delle definizioni di fabbricanti e produttori e requisiti comuni di etichettatura per facilitare la tracciabilità. Una modifica concreta per i cittadini è la classificazione di capsule, cialde e bustine per tè e caffè come imballaggi. Questo significa che dovranno essere conferite nella raccolta differenziata, anche con i residui di contenuto, indirizzandole ai circuiti di riciclo di plastica, alluminio o organico, a seconda del materiale e delle indicazioni comunali.
Le restrizioni sugli imballaggi monouso scatteranno progressivamente fino al 1° gennaio 2030. Da quella data, sarà vietata l'immissione sul mercato di diverse tipologie di plastica monouso. Tra questi figurano le bustine di salse, condimenti, zucchero e creme per caffè usate in bar e ristoranti, i flaconcini di prodotti da bagno negli hotel, le buste in plastica per frutta e verdura fresca sotto 1,5 kg e i contenitori per alimenti e bevande consumati sul posto. L'obiettivo del regolamento è ridurre i rifiuti da imballaggio del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040, rispetto ai livelli del 2018. Si punta inoltre a rendere tutti gli imballaggi riciclabili entro il 2030, con requisiti più stringenti entro il 2038. In Italia, la mancanza di un decreto sanzionatorio nazionale per il rispetto del regolamento è ancora una questione aperta, e la gestione della raccolta delle capsule di caffè fuori casa, in particolare per i distributori automatici, presenta ancora incertezze operative.