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Nuova escalation nel Golfo: raid USA su Larak, Iran risponde con missili

31 agosto 2026 alle ore 06:46
Riscritto da Daily4u
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Aggiornamento · 2 settembre 2026

Gli Stati Uniti hanno colpito circa 100 obiettivi militari in Iran tra la notte del 1 e il 2 settembre 2026. Il Comando Centrale americano (CENTCOM) ha riferito di aver distrutto sistemi radar, postazioni di difesa aerea, mezzi navali e centri di comunicazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, l'unità d'élite delle forze armate iraniane. Gli attacchi hanno interessato anche due petroliere iraniane.

La risposta dell'Iran ha allargato il conflitto. Le Guardie della Rivoluzione hanno rivendicato il lancio di missili e droni contro le basi USA a Erbil, in Iraq, distruggendo magazzini e un sistema di guida per aerostati di sorveglianza. Le forze armate iraniane hanno poi attaccato con droni la base aerea di Sheikh Isa in Bahrein, il primo assalto diretto a un'installazione statunitense nel Paese. Il Kuwait ha intercettato droni e missili iraniani entrati nel suo spazio aereo.

I raid americani hanno causato 11 morti. Secondo l'agenzia di stampa IRNA e la Mezzaluna Rossa, sette persone sono morte nel Khuzestan e quattro, tra cui un bambino, in un attacco contro una festa di matrimonio nella provincia di Hormozgan. Il presidente americano Donald Trump ha promesso durezza in caso di ulteriori attacchi iraniani. Il prezzo del Brent ha superato i 95 dollari al barile per i timori legati alle forniture petrolifere nello Stretto di Hormuz.

Tra domenica 30 agosto e lunedì 31 agosto 2026, la tensione tra Stati Uniti e Iran è esplosa con una serie di attacchi incrociati. Le forze armate statunitensi hanno bombardato due lanciarazzi sull'isola iraniana di Larak, nello Stretto di Hormuz. L'operazione, definita dal Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), che coordina le forze americane in Medio Oriente, come un'azione "limitata e precisa", mirava a impedire ai Guardiani della Rivoluzione iraniani di usare mine navali, minacciando una delle rotte marittime più trafficate del mondo.

La risposta iraniana è stata rapida: Teheran ha lanciato missili balistici e droni contro le basi statunitensi in Giordania, tra cui le installazioni di King Hussein e Al-Azraq, con le forze giordane che hanno intercettato otto missili. Parallelamente, gli Emirati Arabi Uniti hanno riferito di aver intercettato un drone proveniente dall'Iran, smentendo tuttavia le notizie di un attacco alla base di Al Minhad. L'agenzia di stampa ufficiale iraniana IRNA ha riportato due morti e diversi feriti a Larak. Questo scontro interrompe un mese di relativa calma. Gli incidenti nello Stretto di Hormuz hanno provocato un aumento dei prezzi del petrolio, con il Brent che ha superato i 90 dollari al barile per la paura di interruzioni nelle forniture.

Gli Stati Uniti, sotto l'amministrazione del presidente Donald Trump, hanno adottato una strategia di forte pressione sull'Iran, unendo sanzioni economiche ad azioni militari mirate. Trump ha dichiarato che l'Iran è una "nazione fallita" e che la sua leadership è nel caos. Ha inoltre pubblicato su Truth Social un video, generato o manipolato con l'intelligenza artificiale, che mostrava un'isola iraniana distrutta. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, pur condannando gli attacchi, ha mantenuto un'apertura al dialogo, affermando che la guerra non è nell'interesse di nessuno e che l'Iran è disponibile alla diplomazia. Funzionari americani starebbero valutando una strategia di attacchi periodici per impedire all'Iran di ricostruire le proprie capacità militari nello Stretto di Hormuz senza innescare una guerra su larga scala. La situazione rimane volatile.

Cosa non è ancora confermato
  • Il numero esatto e la natura (militare o civile) delle vittime sull'isola di Larak.
  • L'entità e l'efficacia degli attacchi iraniani contro le basi statunitensi negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar.
  • La veridicità dell'affermazione iraniana riguardo a una petroliera colpita da mine nello Stretto di Hormuz.
Fonti: FIRSTonline · l'Eco del Sud · La Discussione · Adnkronos · Allora! Italian Australian News · Quotidiano Nazionale · Wikipedia · The Times of India · AGI · MarketScreener · Affari Italiani · Middle East Eye · Sky TG24 · il Giornale · The Witness · Tgcom24 · Corriere della Sera · ANSA · rainews.it
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