
Nella notte tra l'11 e il 12 agosto 2026, il porto di Novorossiysk, infrastruttura russa sul Mar Nero, è stato colpito da un attacco ucraino con droni. La città è un centro per l'esportazione di grano e petrolio e ospita la base navale della Flotta russa del Mar Nero, dove Mosca ha trasferito gran parte delle sue unità dopo gli attacchi in Crimea. Le esplosioni, durate ore, hanno danneggiato sei edifici residenziali, una struttura commerciale e un cantiere. Il bilancio è di un bambino di otto anni morto e almeno otto feriti, secondo alcune fonti oltre venti. Sono stati segnalati problemi all'approvvigionamento idrico. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato l'operazione, spiegando che droni Palanytsia, missili Neptune e sistemi navali senza equipaggio hanno colpito postazioni di difesa aerea, attracchi e infrastrutture portuali.
Contestualmente, il presidente russo Vladimir Putin ha criticato i piani di alcuni paesi europei di sequestrare navi mercantili russe, in particolare quelle della flotta ombra, una rete di imbarcazioni che aggira le sanzioni internazionali. Putin ha definito queste azioni pirateria e rapina, avvertendo che la Russia risponderà in modo adeguato con azioni simili in qualsiasi mare. La dichiarazione arriva mentre in Europa diverse petroliere sospette sono state fermate e l'Unione Europea ha sanzionato centinaia di queste navi. La tensione aumenta con la richiesta degli Stati Uniti all'Ucraina di sospendere gli attacchi alle petroliere a Novorossiysk. Questi eventi indicano una crescente militarizzazione delle rotte marittime e il rischio che la guerra si estenda ulteriormente via mare.