
La Francia e la Spagna stanno combattendo contro incendi boschivi di proporzioni storiche che hanno devastato vasti territori e costretto centinaia di migliaia di persone a lasciare le proprie case. Nel sud-ovest della Francia, in particolare nel dipartimento della Gironda, a circa 15 chilometri da Bordeaux, dal 22 luglio un gigantesco rogo ha incenerito circa 42.000 ettari di foreste. Questa calamità ha portato all'evacuazione di circa 220.000 persone, tra residenti e turisti, e alla distruzione di 240 abitazioni. La lotta contro le fiamme è costata la vita a tre vigili del fuoco, mentre altri 88 sono rimasti feriti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha visitato il centro operativo di crisi a Bordeaux il 28 luglio, definendo gli eventi "incendi senza precedenti" e avvertendo che "le prossime settimane saranno dure e dobbiamo resistere", riconoscendo che la battaglia sarà lunga e complessa.
Parallelamente, la Spagna è alle prese con quello che le autorità definiscono il più grande incendio della sua storia, localizzato principalmente nella regione di Castiglia e León, con un fronte unito a quello della Sierra Oeste di Madrid. Le fiamme hanno consumato tra 55.000 e 80.000 ettari e oltre 70.000 persone sono state evacuate. Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, durante una visita nelle zone colpite, ha dichiarato che gli eventi non sono "una successione di episodi isolati, ma l'espressione più dolorosa di un'emergenza climatica che rende gli incendi di sesta generazione più voraci". Da inizio anno, in Spagna, i roghi hanno distrutto cumulativamente oltre 150.000 ettari e causato la morte di 13 persone, a cui si aggiungono oltre 3.800 decessi legati all'ondata di calore. L'Unione Europea ha attivato il Meccanismo di Protezione civile, con la commissaria Hadja Lahbib che ha sottolineato la necessità di una risposta comune a disastri di tale portata.
La minaccia più immediata per entrambi i paesi è l'arrivo di una nuova ondata di calore, prevista dal 28 luglio in Francia e dal 29 in Spagna, con temperature che potrebbero raggiungere i 40 gradi. Questo peggioramento delle condizioni meteorologiche, unito alla siccità persistente e ai venti, rende il contenimento dei focolai estremamente difficile, tanto che i vigili del fuoco avvertono che potrebbero essere necessarie "settimane o mesi" per spegnere completamente i roghi. In Francia, le opposizioni hanno già sollevato critiche sull'impreparazione del governo, sebbene Macron abbia rimandato il bilancio a dopo la fine dell'emergenza. Lo scenario futuro, come evidenziato dai leader, è quello di una lotta prolungata e di una crescente consapevolezza della crisi climatica come fattore determinante in eventi di questa portata.