Immagine generata con AIA distanza di un anno dall'esplosione avvenuta il 14 ottobre 2025 in un casolare a Castel d'Azzano, in provincia di Verona, che costò la vita a tre carabinieri e ferì altre venticinque persone, l'indagine si allarga ai vertici dell'Arma dei Carabinieri. La Procura di Verona ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo nei confronti del comandante della compagnia di Villafranca, Vincenzo Spataro, del tenente colonnello Antonio Sframeli, all'epoca comandante del reparto operativo, e del colonnello Claudio Papagno, comandante provinciale dei Carabinieri di Verona. L'accusa si concentra sulle modalità con cui fu pianificato e gestito il blitz, sollevando dubbi su eventuali negligenze e sulla mancata interruzione dell'operazione nonostante i possibili segnali della presenza di gas. L'indagine penale è emersa il 30 ottobre 2026, durante la prima udienza di un procedimento disciplinare che la Procura generale di Venezia aveva già avviato nei confronti dei tre ufficiali per presunte responsabilità simili. I difensori hanno chiesto la sospensione del procedimento disciplinare in attesa dell'esito dell'inchiesta penale, ma la decisione è stata rinviata al 15 gennaio 2027.
Intanto, lo scorso 26 ottobre, si è aperto davanti alla Corte d'Assise di Verona il processo a carico dei fratelli Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi, di età compresa tra i 60 e i 66 anni, accusati di strage, omicidio plurimo premeditato, detenzione di esplosivi e resistenza a pubblico ufficiale. I tre fratelli, che occupavano il casolare, avrebbero saturato l'ambiente di gas e preparato bottiglie incendiarie per opporsi a un'operazione di perquisizione e sgombero disposta dal Tribunale. Secondo le ricostruzioni, sarebbe stata Maria Luisa Ramponi ad innescare l'esplosione gettando un accendino sul pavimento cosparso di benzina. La richiesta delle difese di sottoporre i propri assistiti a perizia psichiatrica è stata rigettata dai giudici. La prossima udienza del processo Ramponi è fissata per il 18 novembre, data in cui i comandanti indagati dovrebbero essere ascoltati come testimoni.
La tragedia di Castel d'Azzano vide la morte del sottotenente Marco Piffari, del maresciallo Valerio Daprà e dell'appuntato scelto Davide Bernardello. L'esplosione, avvenuta durante l'intervento congiunto di forze dell'ordine e vigili del fuoco, provocò il crollo di parte della struttura e decine di feriti. L'intera vicenda ha sollevato interrogativi sulla sicurezza delle operazioni di sgombero in situazioni di rischio elevato.